Storia della jota

La jota è senza dubbio uno dei piatti caserecci tradizionali al cucchiaio più popolari e viene consumata soprattutto nel periodo invernale. Servita fredda, fa un’ottima figura anche d’estate. Si tratta di un piatto la cui origine non è del tutto chiara. Secondo la maggior parte dei riferimenti storici proverrebbe dal Carso e dal Friuli e si sarebbe poi progressivamente diffusa nel Litorale sloveno, nel Goriziano, nel resto della Slovenia e addirittura al di fuori dai suoi confini.

Il nome di questo piatto deriva da una parola celtica che significa zuppa. Gli ingredienti principali di questo saporito minestrone sono le rape o i crauti, il lardo stagionato, le patate, i fagioli, le foglie di alloro, l’aglio, il pepe e il sale. Gli ingredienti e i modi di preparazione si differenziano poi a seconda dei luoghi e delle stagioni.

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Vista la scarsità di cibo che caratterizzò il periodo successivo alla prima guerra mondiale, nella zona di Trieste si iniziò a preparare la jota senza carne, condendola con un soffritto di farina. Questa variante è diventata molto popolare anche tra i vegetariani. La jota istriana si prepara invece senza patate e viene servita con polenta bianca o gialla.